Indicazioni operative per l’attività odontoiatrica durante la fase 2 della pandemia Covid-19

Nelle Indicazioni operative per l’attività odontoiatrica durante la fase 2 della pandemia Covid-19 del Ministero della Salute vengono date indicazioni circa l’accoglienza (triage telefonico, triage in presenza, DPI per il paziente), i DPI per il personale, i protocolli operativi, la gestione delle varie aree (attesa, reception, riuniti ecc.) e in particolare si danno indicazioni in merito al tipo di mascherine, di camice, di DPI per gli occhi e di calzature da utilizzare. Al personale sanitario viene richiesto l’utilizzo di utilizzare:

  • Mascherine chirurgiche nelle seguenti fasi: ricevimento in sala di attesa, disbrigo delle pratiche amministrative con il paziente, sanitizzazione ambientale, decontaminazione, lavaggio e sterilizzazione dei dispositivi riutilizzabili, gestione dei rifiuti sanitari, tra operatori quando non è possibile mantenere la distanza di almeno un metro. Mascherine FFP2 in caso di pazienti con sintomi respiratori conclamati o con sospetto di patologia COVID (anche se non da loro denunciata) e in caso di procedura che genera droplets o aereosol. Inoltre le mascherine filtranti possono essere utilizzate sino alle sei ore, a meno che non ci sia situazione di usura e contaminazione. E’ raccomandabile utilizzare mascherine filtranti monouso senza valvola: pur essendo disponibili mascherine che dopo reprocessing possono essere riutilizzate, attualmente non vi è evidenza scientifica poichè tali metodi di reprocessing non sono stati ancora validati. Nell’utilizzo dei Filtranti Facciali P2 senza valvola, che richiedono specifica informazione e formazione, dei quali andrà altresì valutata la compliance dell’operatore sanitario anche in considerazione del suo stato di salute mediante la collaborazione, in caso della presenza di lavoratori (ai sensi dell’art. 2 del D.Lgs. 81/08 e s.m.i.), del medico competente, ove previsto.”.

  • Occhiali a stanghette e a maschera durante tutte le fasi: operative, di pulizia ambientale o durante le fasi di lavaggio e disinfezione delle attrezzature di lavoro o dei dispositivi riutilizzabili, oltre che nelle fasi amministrative quando non impossibile mantenere la distanza di un metro tra gli operatori. Gli schermi facciali ogni qualvolta sia prevedibile la produzione di aerosol. Considerato che in questa fase anche il paziente che non presenta sintomi da Covid-119 deve essere trattato come se fosse asintomatico – e quindi potenzialmente “contagioso” – i DPI a protezione degli occhi: schermi facciale ed occhiali protettivi. Viene precisato che ne “è raccomandabile la disinfezione al termine dell’attività prestata ad ogni paziente”.

  • Camice idrorepellente monouso associato a cuffia/cappello monouso. Si deve verificare che il TNT con cui spesso sono realizzati camici e tute monouso siano prodotti con caratteristiche in grado di assicurare filtraggio e idrorepellenza adeguati. In alternativa si raccomanda di utilizzare camici e tute certificati come DPI di terza categoria secondo la norma UNI EN 14126. I camici e tute in TTR consentono il riutilizzo fino ad un massimo di 80 volte dopo sterilizzazione in autoclave preferibilmente a 121 °C (UNI EN 13795). Il Dispositivo (Tuta/Camice) dovrà essere sostituito al termine di ogni attività con ogni singolo paziente. Si raccomanda di cambiarlo ad ogni paziente che comporti una procedura. E’ consigliabile l’utilizzo di manicotti monouso preformati in TNT con polsino, poichè, garantendo una maggiore protezione, consentono di diminuire la frequenza di turnover del camice. In questo contesto, per l’uso di manicotti devono essere considerate anche le altre parti del corpo che possono venire in contatto con il paziente, associandoli quindi alla protezione di altre superfici corporee attraverso camici o grembiuli monouso”.

  • Calzature lavabili e sottoposte a disinfezione alla fine della sessione/giornata di lavoro. Laddove siano disponibili calzature non lavabili si raccomanda l’uso dei calzari.

Vengono inoltre date precise indicazioni circa l’aerazione:

  • Attuare l’aerazione naturale delle aree operative per almeno 10-15 minuti.
    Effettuare La pulizia settimanale dei filtri degli impianti secondo le indicazioni del produttore, evitando di spruzzare prodotti per la pulizia detergenti/disinfettanti spray direttamente sul filtro per non inalare sostanze inquinanti (es. COV), durante il funzionamento.
  • Laddove il sistema centralizzato preveda un ricambio di aria (Ventilazione Meccanica Controllata), escludere completamente il ricircolo dell’aria ed effettuare periodicamente la manutenzione dei filtri. In assenza di ventilazione naturale è raccomandabile almeno l’areazione dei locali. Quella raccomandata è la ventilazione naturale delle aree operative per almeno 10-15 minuti (Pyankov OV et al., 2018) aprendo porte e finestre frequentemente e comunque fra un paziente e l’altro. “In assenza di ventilazione naturale è raccomandabile garantire, in accordo con quanto descritto dalla norma tecnica UNI 10339, una portata d’aria di 39,6mc/h per persona”.

 

 

 

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