Pubblicità sanitaria: ribadita la liberalizzazione e sospesa la sanzione pecuniaria per la FNOMCeO

Il Consiglio di Stato ha sospeso il pagamento della sanzione pecuniaria per la Federazione dei medici, chirurghi e odontoiatri ma ha confermato l’impianto giuridico sancito dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato per aver rallentato la liberalizzazione delle attività promozionali e comparative prevista dalla normativa vigente e dall’Antitrust.

“Anche il Consiglio di Stato conferma il nostro impianto difensivo e ribadisce un fermo no ad interventi da parte degli Ordini professionali che limitino la concorrenza del mercato”, commenta l’Avv. Silvia Stefanelli dello Studio Legale Stefanelli&Stefanelli che ha seguito per conto di alcuni centri odontoiatrici la vicenda.
Con provvedimento AGCM 2507/2014 l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato stabilisce che il Codice Deontologico Medico, nella parte relativa alla pubblicità, restringe in maniera ingiustificata la libera concorrenza tra i professionisti.
Più esattamente l’AGCM considera legittima la pubblicità promozionale e quella comparativa, dichiarando che la pubblicità non può essere limitata in ragione del “decoro” della professione ed ammette la possibilità della pubblicità dei soli prezzi delle prestazioni.

Sanzione applicata alla FNOMCeO: € 831.816,00

La FNOMCeO ha impugnato la decisione dell’AGCM davanti al Tar Lazio che, con sentenza 1 aprile 2015 n. 4943, confermando l’impianto normativo dell’AGCM, ha precisato un profilo giuridico di ampio rilievo: le attuali discipline intervenute in materia (Ln. 248/2006, ln. 148/2011, DRP 137/2012) disciplinano e liberalizzano l’intera materia della pubblicità sanitaria e non ammettono limitazioni deontologiche ulteriori rispetto a quelle stabilita dalla legge.

Sanzione diminuita a € 415.908

La decisione del TAR è stata poi impugnata dalla FNOMCeO davanti al Consiglio di Stato con richiesta di sospensiva.
Con la decisione di due giorni fa – resa solo in via d’urgenza in fase cautelare – il Consiglio di Stato ha deciso per il momento di sospendere il pagamento della sanzione, ma si è ben preoccupato di precisare e di chiarire che restano fermi “tutti gli effetti “conformativi” del provvedimento dell’AGCM, anche al fine di evitare che nelle more delle definizione del giudizio eventuali violazioni delle disposizioni del codice deontologico possano essere oggetto di contestazioni disciplinari da parte dell’Ordine”
“La sospensione del pagamento della sanzione –spiega l’avv. Stefanelli- non legittima “fughe in avanti degli ordini”: le liberalizzazioni che l’AGCM ha sancito nel suo provvedimento di settembre 2014 al momento restano assolutamente ferme e valide”.

Lo studio legale sottolinea inoltre che, secondo i giudici e l’Agcm, il testo approvato dal supremo organismo professionale dei camici bianchi “aveva illegittimamente introdotto dei limiti alla pubblicità sanitaria non compatibili con il quadro normativo attuale. Le diverse discipline intervenute in materia hanno infatti liberalizzato la pubblicità sanitaria stabilendo che la stessa deve solo rispondere ai criteri di correttezza, non ingannevolezza e trasparenza. Altri limiti non sono ammissibili”. La sentenza si discuterà il 10 novembre 2015.

Ordinanza cautelare 17 giugno 2015 n. 2672

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